Sant’Agostino

La chiesa di Sant’Agostino, con annesso convento, fu edificata a partire dalla metà del Duecento per ospitare i frati eremitani. La sua costruzione durò a lungo e ancora all’inizio del Trecento fervevano i lavori. Nella seconda metà del Quattrocento fu oggetto di ristrutturazione e di un ulteriore ampliamento. La chiesa, che con la sua mole domina il giardino antistante, denominato Prato di Sant'Agostino, fu però devastata nel 1747 da un furioso incendio e così otto anni dopo venne completamente rinnovata in veste neoclassica su disegno di Luigi Vanvitelli. Risale invece al 1819 la costruzione del portico esterno, recentemente restaurato, progettato da Agostino Fantastici. L'interno dell'edificio presenta una serie di altari in marmi policromi eretti tra il XVI e il XVII secolo, corredati da pale dipinte. Tra i numerosi capolavori ancora conservati, particolarmente degni di nota sono la Crocifissione di Pietro Perugino e le tele con il Battesimo di Costantino, il Sant'Antonio tentato e L'Adorazione dei Magi, rispettivamente riferibili a Francesco Vanni, Rutilio Manetti e al Sodoma. Risalenti all'assetto dell'edificio antecedente all'incendio sono invece gli affreschi spettanti a Francesco di Giorgio Martini e Luca Signorelli, recentemente riscoperti all'interno della Cappella Bichi, e quello di Ambrogio Lorenzetti nella Cappella Piccolomini, raffigurante la Madonna in trono con il Bambino e i Santi.


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The church of Sant'Agostino, with an adjoining convent, was built starting from the middle of the thirteenth century to house the eremitani friars. Its construction lasted a long time and at the beginning of the XIV century the works were still underway. In the second half of the fifteenth century it was the subject of restructuring and further extension. The church, which with its towering size dominates the garden in front of it, called Prato di Sant'Agostino - was completely renovated following the design of Luigi Vanvitelli, after a disastrous fire that had devastated it in 1747. The construction of the external Portico instead dates back to 1819, recently restored, designed by Agostino Fantastici. The interior of the building presents a series of polychrome marble altars erected between the sixteenth and seventeenth century accompanied by painted altarpieces. Among the many masterpieces still preserved here, particularly noteworthy are the Crocifissione by Pietro Perugino and the paintings with the Battesimo di Costantino, the Sant'Antonio tentato and L'Adorazione dei Magi, respectively by Francesco Vanni, Rutilio Manetti and Sodoma. The frescoes by Francesco di Giorgio and Luca Signorelli instead date back to the set-up of the building before the fire, recently rediscovered inside the Bichi Chapels, and the one by Ambrogio Lorenzetti depicting the Madonna in trono con il Bambino e i Santi in the Piccolomini Chapel.

Die Kirche Sant'Agostino, mit angeschlossenem Kloster, wurde in der Mitte des dreizehnten Jahrhunderts gebaut, um den Eremiter Brüdern ein Zuhause zu geben. Der Bau dauerte lange und zu Beginn des XIV. Jahrhunderts waren die Arbeiten noch nicht abgeschlossen. In der zweiten Hälfte des 15. Jahrhunderts wurde die Kirche umgebaut und erweitert. Die imposante Kirche dominiert den Vorgarten, der Prato di Sant'Agostino genannt wird, der aber im Jahr 1747 von einem grossen Brand völlig zerstört wurde, und daher acht Jahre später im neo-klassizistischen Stil von Luigi Vanvitelli komplett renoviert wurde. Der Bau der kürzlich restaurierten Veranda, von Agostino Fantastici, stammt aus dem Jahr 1819. Im Inneren des Gebäudes gibt es eine Reihe von Altären aus polychromem Marmor, die zwischen dem 16. und 17. Jahrhundert mit Altaraufsätzen ausgemalt wurden. Unter den vielen noch erhaltenen Meisterwerken, sind besonders erwähnenswert, die Kreuzigung von Pietro Perugino, und die Gemälde mit der Taufe des Konstantin, “Sant'Antonio tentato” und “l'Adorazione dei Magi”, jeweils Francesco Vanni, Rutilio Manetti und Sodoma zuzuschreiben. Die Kirche enthält auch noch Original-Fresken von Francesco di Giorgio und Luca Signorelli, die vor dem Brand realisiert wurden, und die man vor kurzem in der Bichi Kapelle wiedergefunden hat, sowie ein Fresko von Ambrogio Lorenzetti in der Piccolomini Kapelle, das die “Madonna in trono con il Bambino e i Santi,” darstellt.


L’église de Sant’Agostino, avec son couvent adjacent, fut édifiée à partir de la moitié du XIIIe siècle afin d’accueillir les frères ermites. Sa construction dura longtemps et au début du XIVe siècle les travaux perdurèrent. Dans la seconde moitié du XVe siècle elle fut restaurée et agrandie. Puis en 1747 l’église et son jardin nommé “Prato di Sant'Agostino”, furent détruits par un grand incendie et l’église fut rénovée en style néoclassique sur dessin de Luigi Vanvitelli. Le portique externe remonte à 1819 et a été récemment restauré sur un projet d’Agostino Fantastici. L'intérieur de l'édifice présente une série d’autels en marbres polychromes construits entre le XVIe et le XVIIe siècle, et sont ornés de tableaux. Parmi les nombreuses œuvres encore conservées on peut noter la Crucifixion de Pietro Perugino et les toiles avec le “Battesimo di Costantino”, “Sant'Antonio tentato” et “ L'Adorazione dei Magi”, réalisées respectivement par Francesco Vanni, Rutilio Manetti et Sodoma. Les fresques de Francesco di Giorgio Martini et Luca Signorelli qui appartiennent à la période antécédente à l’incendie ont été récemment découvertes à l’intérieur de la chapelle Bichi, ainsi que celles d’Ambrogio Lorenzetti dans la Chapelle Piccolomini, représentant la Vierge à l’enfant sur le trône et Saints.


La iglesia de Sant’Agostino, con el convento anexo, fue construida a mediados del siglo XIII para albergar a los frailes ermitaños. Su construcción duró mucho tiempo y todavía a principios del siglo XIV seguían los trabajos. En la segunda mitad del siglo XV fue restructurada y se realizó una ampliación. La iglesia, que con su volumen domina el jardín delantero, llamado Prato de Sant’Agostino, sin embargo fue devastada en el 1747 por un gran incendio y ocho años más tarde fue completamente renovada con un estilo neoclásico bajo diseño de Luigi Vanvitelli. Del 1819, en cambio, es la construcción del pórtico externo, restaurado recientemente, fue proyectado por Agostino Fantastici. La parte interior del edificio presenta una serie de altares en mármol policromados construidos entre el siglo XVI y XVII, acompañados por retablos pintados. Entre las varias obras de arte todavía conservadas, destacan la Crucifixión de Pietro Perugino y las pinturas con el Bautismo de Costantino, el Sant’Antonio tentado y la Adoración de los reyes Magos, respectivamente atribuibles a Francesco Vanni, Rutilio Manetti y el Sodoma. Hay frescos antecedentes al incendio que pertenecen a Francesco di Guirgio Martini y Luca Signorelli, descubiertos recientemente en el interior de la Capilla Bichi, y el de Ambrogio Lorenzetti en la Capilla Piccolomini, que representa la Virgen en trono con el niño y los Santos.




Luoghi

A few hours or even just one day is definitely not enough to discover Siena and experience it in all its aspects.
Thanks to a priceless historical and artistic heritage and to a rich net of commercial activities, Siena offers many cultural, entertainment and travel opportunities. Breathtaking views and hidden corners, confirmations and surprises await you behind every alley and in every square with unusual perspectives to be discovered also through the itineraries that we show you in this page.
The routes that vary according to the number of days, to your passions, to the season and to the will to either walk or rather relax in the city's green spaces. Many different ways to achieve a single objective: making your travel experience in our city unforgettable.
So, enjoy Siena! And thank you for spending your free time in our city.
We’ll always remain here, waiting for your next visit.

  1. 1 day in Siena
  2. 2 days in Siena
  3. 3 days in Siena
  4. 3 hours in Siena

Itinerari

Medioevo Vero e Falso

Siena è una città medievale, ma non tutto ciò che sembra di questa epoca lo è davvero. Trifore perfette, merli ben conservati, difficilmente, se non stiamo parlando del Palazzo Comunale , edifici che presentano queste caratteristiche non hanno subito qualche restauro, più o meno generoso. Anche quando ciò sia avvenuto, però, l'armonia della città non ne viene intaccata perché per secoli artisti e architetti improntarono la loro opera al rispetto del passato glorioso della città. Il percorso parte proprio da uno dei luoghi simbolo dell'attaccamento dei senesi nei secoli alla propria identità architettonica: piazza Salimbeni , inventata alla fine dell'Ottocento dall'architetto Giuseppe Partini, ma in forme che rimandano al Medioevo. In strade meno battute dal turismo potrete scoprire antichi scorci del tutto originali come il suggestivo Castellare degli Ugurgieri con il suo silenzioso raccoglimento o la torre della Chiesa di San Giorgio , invisibile ai più, e che nasconde il suo “mistero” legato alla battaglia di Montaperti. Un inconsueto angolo vi si aprirà se avrete la voglia di addentrarvi nell'antico vicolo degli Orefici, dove respirerete l'aria di un tempo che fu in una pace insospettabile in pieno centro. Ci sarà poi ancora spazio per vedere esempi di Medioevo “moderno” e antico a confronto nel vicolo di Tone (Casato) , sul quale affaccia uno degli esempi più fulgidi di medioevo e modernità così ben commisurati da non presentare quasi distanze: il palazzo Chigi Saracini, sede dell'Accademia Musicale Chigiana, cha racchiude tanta storia passata e presente.

Francigena

Il centro storico di Siena è attraversato dalla famosa via che percorrevano i pellegrini sulle orme di Sigerico per raggiungere Roma e visitare la tomba dell'apostolo Pietro , un tragitto che rappresentava in sè un atto di penitenza, simbolicamente e materialmente consegnava il pellegrino nelle mani di Dio. Oggi la Via Francigena è l'occasione per un rinnovato rapporto con la natura e il territorio, ma anche con la storia, le tradizioni, il folclore delle genti del passato e del presente. Dalla ricerca interiore il cammino della Francigena rappresenta per i turisti e i pellegrini moderni un viaggio nelle radici della cultura italiana ed europea. Mentre in molti tratti extraurbani la Via Francigena aveva un percorso irregolare, vicino a Siena assumeva l'aspetto di un percorso urbano, più comodo e agibile per il pellegrino. Il percorso parte da Porta Camollia , da qui i pellegrini entravano a Siena per dirigersi verso sud . Porta Camollia si sviluppò in epoca medioevale proprio grazie alla Francigena, infatti fu ribattezzata dallo storico Ernesto Sestan come “figlia della strada”. Percorrendo la Francigena all’interno del centro storico si ha la possibilità di incontrare palazzi storici e antiche chiese, dove i pellegrini spesso facevano tappa in cerca di ospitalità. Lungo il percorso incontrerete la Chiesa di San Pietro alla Magione , la Chiesa di Santa Maria in Portico a Fontegiusta , la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo e la Chiesa di Santa Maria delle Nevi . Percorrendo l’antica Via dei Pellegrini si arriva in Piazza del Duomo , dove si trova la splendida Cattedrale di fronte alla quale ha sede uno dei luoghi simbolo della Francigena del tratto senese: lo Spedale di Santa Maria della Scala . Antico ospedale, tra i primi luoghi in Europa, nel medioevo, destinato ad accogliere i pellegrini ed aiutare i poveri. Ora è un grande spazio museale, dove sono raccolti il museo archeologico, diverse mostre permanenti e non, laboratori di restauro.

Acqua

In aggiornamento

Panorami

Un itinerario dedicato ai luoghi con i panorami più belli e sorprendenti della città. Siena gode infatti di scenari mozzafiato. Si parte dalla Fortezza Medicea, chiamata anche Forte di Santa Barbara, fu fatta costruire da Cosimo dei Medici tra il 1563 e il 1567, su una precedente fortezza spagnola distrutta dai senesi nel 1552. Salendo lungo le mura raggiungiamo il bastione di San Domenico da cui si gode di una bellissima vista sulla città medievale e sui campi che la circondano. La Fortezza medicea oltre ad essere un luogo di pace immerso nel verde è da anni sede dell'Accademia nazionale del Jazz, che ospita ogni anno musicisti internazionali. Non solo dalla Fortezza ma anche dalle vie interne al centro storico è possibile ammirare panorami di diversa bellezza come quello offerto da via di Camporegio con una vista suggestiva sui tetti senesi e sul Duomo. Percorrendo poi via della Galluzza si giunge in via di Diacceto dove si può godere di un panorama mozzafiato su Fontebranda dominata dalla mole della Basilica di San Domenico. Da via delle Sperandie sembra quasi distaccarsi dalla città volgendo il proprio sguardo verso la vasta campagna senese. Scendendo per via Mattioli potrete fare una pausa nei giardini dell’ Orto dei Tolomei da cui è possibile apprezzare la vista sul cuore della città con la celebre Torre del Mangia simbolo di Siena. Risalendo per via Duprè la vista della Torre del Mangia vi accompagnerà lungo il tragitto finché non giungerete alla caratteristica stradina di campagna di via Porta Giustizia . È questa l’ultima tappa dell’itinerario: l’ Orto de’ Pecci , una valle immersa nel verde, a due passi dalla città che consente di godere di uno nuovo spettacolare panorama su Palazzo Pubblico e Torre del Mangia.

Sito Unesco


Siena, il cosiddetto sogno gotico, rappresenta ancora il modello di città medioevale rappresentato nell'affresco “Gli Effetti del Buongoverno” dipinto da Ambrogio Lorenzetti nel Museo Civico e per questo è stata inserita, nel 1995, nella lista del Patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco.
Il riconoscimento è arrivato per le caratteristiche urbane ed architettoniche del centro storico di Siena, i suoi palazzi, le chiese, i monumenti, gli spazi urbani, che nel corso dei secoli hanno subito una evoluzione che ha saputo rispettare le caratteristiche originarie dei tempi, fra il XII e il XV secolo, in cui la Repubblica di Siena ha influenzato in maniera fortissima l'arte di tutta Europa.
Siena appare come un'utopia possibile – testimonianza di genio creativo, capacità artistica ed estetica, perfetta integrazione con il paesaggio circostante e di intelligente governo della città attraverso i secoli - e la città si è dotata di uno specifico Piano di gestione del sito Unesco.
Aiutaci a mantenerlo pulito, rispettalo come fosse un grande "salotto". Non sederti a terra per riposare o mangiare, ma cerca le valli e gli spazi verdi o utilizza la struttura appositamente destinata in Piazza del Mercato (Tartarugone) a un passo da Piazza del Campo. Tutti noi, cittadini di Siena, te ne saremo grati. Buona visita in città.


Siena, the so-called gothic dream, still represents the model of medieval city painted by Ambrogio Lorenzetti in the famous fresco "Gli Effetti del Buongoverno” in the Civic Museum and because of this it was admitted, in 1995, in the list of UNESCO World Heritage Sites.
The award was assigned because of the urban and architectural features of the historical center of Siena, its palaces, churches, monuments, urban spaces, which over the centuries have undergone an evolution that has managed to respect the original characteristics of the old times, between the twelfth and the fifteenth century, when the Republic of Siena influenced very strongly the art of all Europe.
Siena is a possible utopia - testimony to the creative genius, artistic and aesthetic ability, seamless integration with the surrounding landscape and wise government of the city through the centuries - and the city has set up a specific plan for maintaining the UNESCO site.
Please help us to keep it clean, and treat it with respect as though it were a huge open-air drawing room. Please don't sit on the ground to rest or to eat but look for the green areas (gardens and parks in the valleys between Siena's hills) or go to the covered loggia, designed for this purpose, in Piazza del Mercato (Tartarugone) just behind Piazza del Campo. All the citizens of Siena will be grateful to you, if you do this. Have a great visit.


Virtual Tour

  1. Basilica dei Servi
  2. Fonte di Follonica
  3. Santa Caterina

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